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Scritto da Administrator   
Mercoledì 18 Febbraio 2009 23:55
  • dare sfogo alla nostra sfrenata passione per il mare in tutti i suoi aspetti!

    E quando proprio il mare non permette l'immersione:

  • gommonate
  • vita al capanno
  • pranzi e cene in compagnia
  • gite

La risposta alla domanda "a noi piace" sembra scontata: siamo una associazione di subacquei, dunque ci piace fare le immersioni. Questo senz'altro, quando lo permettano le ferie, le nostre finanze, il mare, e... le persone che dividono con noi la loro vita. Sicuramente troppo poco per un'attività così interessante: un'immersione dura al massimo un'ora e sono pochi e fortunati i subacquei riminesi che in un anno totalizzano più di 60 immersioni.
Ma dell'immersione prossima ne parliamo per giorni e giorni; c'è da parlare di quella appena fatta, colorandola di emozioni che comprendono i luoghi e le persone che ci sono state compagne. E sono appunto i luoghi e le persone gli attori comprimari nel palcoscenico della subacquea.
Parlare con chi? Con chi parla la stessa lingua e con te sente le stesse emozioni. Alla Gian Neri si fa anche questo, il più delle volte con le gambe sotto al tavolo, in abbuffate compagnone nelle pizzerie a poco prezzo d'inverno e nella sede sociale affacciata nel porto di Rimini in primavera, estate ed autunno.

La pizzeria d'inverno è l'ottimo corollario dei corsi sommozzatori: si perché d'inverno alla Gian Neri ci si prepara per le immersioni che effettueremo nelle stagioni più clementi.
La metodologia FIPSAS-CMAS che abbiamo abbracciato per la nostra didattica, prevede per la necessaria formazione fisica e mentale, moltissime ore di piscina per chi d'inverno affronta un corso per assaporare le prime immersioni in primavera. Tutto il corpo insegnante trova in questa attività invernale motivo di soddisfazione per le continue conquiste dei loro allievi e momenti di socializzazione in pizzeria.

Una volta all'anno tradiamo però le pizzerie riminesi con una ravennate, proprio perché quel giorno prenotiamo una seduta in camera iperbarica; no, non per smaltire le bolle, ma per acquisire dimestichezza con le tecniche di assistenza al compagno embolizzato e soprattutto per esorcizzare nei nostri allievi il timore di ricorrervi quando, alla minima sintomatologia patogena, ci è d'obbligo entrarci.


Almeno due volte all'anno, in primavera ed in autunno, organizziamo una spedizione dell'armata brancaleone, che eufemisticamente chiamiamo "gita sociale".
Partiamo da Rimini alla conquista dei fondali dell'Arcipelago Toscano, di quello delle Tremiti, di Ponza e di altri stupendi luoghi italiani. Per diritto di cronaca c'è da registrare che da quei campi di battaglia siamo tornati sempre assoluti vincitori, forse un po' appesantiti più per colpa dalla tavola che dalle sudate conquiste.

Delle vacanze subacquee più lunghe, quelle perennemente agogniate, parliamo in pizzeria tra gli associati; qui non nascono armate brancaleone, nascono commandi: Sardegna, Mar Rosso, Cuba e Maldive: sicuramente anche questo è un altro valido motivo di vita sociale.
Il nostro mare offre indubbiamente possibilità di apprendimento delle tecniche, visto che l'acqua è "fitta" come quella della Sardegna e quella del Giglio, ma notiamo subito che qualcosa manca. Però, passata la crisi di rigetto che inevitabilmente proviamo al ritorno dalla Sardegna alla vista dell'acqua della Barafonda (ma anche di quella di piazzale Kennedy, tanto per non urtare la suscettibilità dei campanili), torniamo ad amarlo. In breve tempo riusciamo a trovare soddisfazione nel constatare visibilità superiori ai 50 centimetri che ci permettono di osservare un paganello che gioca con un granchio nella baia di Kagon Reef o nella secca di Cotton Fiocc, così come abbiamo ribattezzato senza eccessivi sforzi di fantasia, la Barafonda e il bacino tra la nuova darsena e la foce dell'Ausa, sicuramente due ottimi campi scuola per chi di necessità sa far virtù.
Il punto a noi più vicino, che sicuramente ci offre un'ottima immersione per l'esplosione di vita sottomarina, è il parco marino del Paguro, al traverso di Cervia e di Ravenna, a 13 miglia dalla costa.
La regolamentazione rigida del parco ci permette non più di sei uscite nell'arco dell'estate, una vera boccata di ossigeno per chi non può godere di ferie estive.

Quando occorre, o si teme che possa occorrere, le autorità marittime sanno ormai dove trovarci, perché nella nostra preparazione di protezione civile non abbiamo imparato soltanto a lavorare sott'acqua, abbiamo anche imparato a navigare in condizioni di mare che richiedono ad altri la richiesta di soccorso e lì la nostra risposta non è mai mancata.

I nostri brevetti di protezione civile ci collocano tra gli operatori specializzati e i molti interventi locali danno merito a questa collocazione. Ma la Gian Neri non si è tirata indietro nelle grosse operazioni di protezione civile contribuendo con uomini e mezzi alla valida opera di sostegno offerta dal Coordinamento della Provincia di Rimini alle popolazioni nel terremoto delle Marche e nella tragedia del Kosowo. A Fabriano e a Kukes non abbiamo portato le mute da sub ma i guanti di gomma per lavare i piatti e per sbucciare le patate.

Ma torniamo alle attività strettamente subacquee.
Vivere il mare vuol dire anche conoscerlo e saperlo rispettare. Alla Gian Neri con sistematicità annuale organizziamo aggiornamenti di biologia marina, tesi ad una più approfondita conoscenza della vita sottomarina e all'educazione verso una attività subacquea "compatibile". Negli ultimi anni, cogliendo motivato interesse, abbiamo esportato questi "aggiornamenti" con proiezioni e seminari specifici nelle scuole superiori.
Questa nostra campagna culturale non si pone come obiettivo mire ecologistiche avulse dalla realtà. Il nostro intento è semplicemente quello di far nascere il dubbio se i comportamenti dell'uomo del 2000 siano compatibili con gli ecosistemi sottomarini e se non sia il caso di modificare i nostri piccoli quotidiani comportamenti di incuria individuale, pur di lasciare ai nostri figli quelle immagini di perfezione e di bellezza che riescono a cogliere dai nostri seminari. Le riviste specializzate subacquee ci indirizzano sempre più, per l'approfondimento degli argomenti e per i "consigli per gli acquisti", verso gli ormai famigliari www e chioccioline, ma famigliari a chi ….. abbiamo dovuto trovare anche il tempo di aggiornarci all'uso di internet. Oggi qualcosa di più capiamo, tanto che abbiamo anche noi la nostra pagina WEB…….

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Febbraio 2009 18:57