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Dai Baltici ai tropici c'è sempre un paganello |
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Scritto da Filippo Ioni
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Venerdì 07 Maggio 2010 00:00 |
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Non sono mai stato pratico del dialetto, ma ricordo che sul molo c'era chi li chiamava Goatti, ma il nome che andava per la maggiore era paganel. Ricordo che erano molto scuri quasi neri.
Quando pescavo dei pesci simili, ma molto più chiari, marroncini maculati, alcuni azzardavano a dire che erano le femmine altri che non erano paganel ma dei grattasassi. Ora che riesco ad osservarli nel loro ambiente mi sono reso conto che sotto al molo tra gli scogli non c'è solo il paganello.
Di ghiozzi, o meglio di Gobidi, ne esistono più di duecento sottofamiglie in giro per i mari del mondo, dai tropici ai vicini limiti dei mari del nord, sino in Baltico, questo a motivo della sua estrema adattabilità ad ogni condizione marina, solo per curiosità, alcune specie abitano persino le caverne sottomarine.
Nel mare di Rimini ve ne sono almeno quattro o cinque tipi diversi . Tra cui il Gobius niger, ghiozzo nero quello che molti riminesi chiamano Paganello. Il “Gobius paganellus” Ghiozzo paganello quello più chiaro che erroneamente chiamavo gratta sasso ed il “Gobius cobitis” o Ghiozzo testone quello che ora molti chiamano Go. Quest'ultimo ha un carattere molto schivo a differenza dei primi due. Il Niger non si allontana mai troppo dagli scogli e raramente vive solitario. Il ghiozzo paganello talvolta si azzarda ad allontanarsi sulla distesa sabbiosa. I ragazzi della Gian Neri lo incontrano spessissimo è quasi onnipresente. Difficile osservarlo quando si nasconde tra gli scogli, ma facilissimo da avvicinare quando si trova sulla sabbia. Cerca sempre comunque un riparo dove acquattarsi. Un piccolo sasso, gusci di ostrica o di cozza, una cima abbandonata o semplicemente un avvallamento nella sabbia. Abbastanza sicuro della sua protezione e comunque conscio che sulla sabbia difficilmente troverà altri nascondigli resiste fino all'ultimo prima di fuggire. Di fatto facile preda dei nostri scatti fotografici.
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Filippo Ioni
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Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Maggio 2010 08:32 |
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Sul fondale un carro armato alieno |
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Scritto da Filippo Ioni
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Venerdì 30 Aprile 2010 00:00 |
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Tra i ragazzi della Gian neri è soprannominato il carro armato del fondo, soprannome che gli deriva dal fatto che nel procedere lascia una scia sulla sabbia molto simile a quella lasciata dai cingolati.
La Rapana Venosa è una conchiglia robusta e di grosse dimensioni formata da 5 giri, originaria dei mari della Cina e del Giappone è arrivata nei nostri mari probabilmente tramite le acque di zavorra della grosse navi mercantili. Come spesso succede quando una specie aliena si insedia in nuovi habitat, essa trova un ambiente privo di specie antagoniste e di nemici naturali, ecco quindi spiegarsi il perché tutte le volte che la si incontra si ha la netta sensazione di avere di fronte un animale spavaldo sicuro all’interno della sua corazza, al massimo rallenta la marcia e si ferma, ma non appena ci si allontana riprende imperterrita il cammino.
Per questa mancanza di timidezza, tipica di molti abitanti del mare, e per le sue grosse dimensioni, è molto apprezzata dai sub.
Al contrario per le sue origini e peculiarità alimentari, molti attribuiscono a questo mollusco l'appellativo di specie aliena, ospite indesiderato, specie invasiva, sterminatore di ostriche, flagello dei molluschicoltori poiché come dicevo è una specie carnivora, dotata di una ghiandola a secrezione acida che è in grado di perforare il guscio di diversi molluschi bivalvi come ostriche, cozze, vongole.
Con il passare del tempo però anche i pescatori cominciano a non scartarla più tanto visto che nei luoghi d’origine viene considerata commestibile e recentemente incomincia anche da noi a fare la sua timida comparsa nella ristorazione. Chissà se in futuro l’ostrica cruda sarà soppiantata dalla rapana venosa nelle serate galanti.
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Filippo Ioni
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Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Aprile 2010 08:58 |
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Un disco volante atterra sul fondo |
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Scritto da Filippo Ioni
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Venerdì 23 Aprile 2010 00:00 |
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In questo periodo i nostri fondali sono ancora abbastanza disabitati, i tipici pesci e crostacei che abitano le nostre scogliere in primavera ed estate non sono ancora risaliti dalle acque profonde o sono ancora in letargo.
In immersione l'ambiente assomiglia a quello lunare e i tanti anemoni disco, una macchia di colore vivace su uno scoglio grigio sabbia, come l'Apollo 11 allunato nel mare della tranquillità sembrano discovolanti atterrati su un mondo alieno.
l’Anemone disco nome scientifico “Cereus pedunculatus" è un Cnidario piuttosto robusto, può vive anche nella zona di marea e quindi in un ambiente soggetto a grossi sbalzi termici e ad alte temperature estive. Come dimensioni massime non è raro incontrare esemplari dal diametro che si aggira attorno ai dodici centimetri poco più. Alcuni esemplari usano anche allungarsi molto, distendendo il proprio corpo verso l’alto, altri invece rimangono più “appartati”, lasciando vedere di sé solo “la faccia”. Altre “doti” sono la grande varietà di colorazioni: dal classico “marroncino/rossiccio”, al biancastro più o meno screziato, per passare poi ad esemplari di colore nero, giallo limone, rosa fosforescente o arancione.
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Filippo Ioni
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Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Aprile 2010 12:42 |
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Formazione ed impiego Volontari di Protezione Civile 2010 |
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Scritto da Michele
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Venerdì 16 Aprile 2010 13:14 |
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[...] E se tu potessi continuare le attività subacquee in chiave operativa, apprendere nuove nozioni scientifiche e tecniche, dare una mano a chi è in difficoltà.. il tutto in compagnia di tanti amici..
Diventeresti Volontario assieme a noi??
Molti soci (soprattutto i nuovi iscritti) non sanno che il nostro Gruppo di Protezione Civile, denominato anche GIS (Gruppo Intervento Sommozzatori), fa parte del Coordinamento Provinciale del Volontariato di Protezione Civile ed opera in tale ambito, nelle specializzazioni nautiche e subacquee (e non solo). I nostri volontari sono organizzati in squadre, soprattutto durante la stagione estiva ed intervengono, in caso di emergenza, in ausilio alle forze preposte, come la Capitaneria di Porto/ Guardia Costiera. Tutti i soci possono essere iscritti nel GIS, anche coloro che hanno appena frequentato i primi corsi. Essi potranno partecipare ad attività didattiche e di esercitazione, nonchè a diverse attività di servizio. Per saperne di più, per rinnovare la propria iscrizione al gruppo o per aderire per la prima volta, tutti i soci sono invitati all'Assemblea di Giovedì 22 Aprile 2010 alle ore 21 presso la sede del Palazzetto Flaminio.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Aprile 2010 09:48 |
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Anche nel nostro mare ci sono tante stelle marine |
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Scritto da Filippo Ioni
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Venerdì 16 Aprile 2010 00:00 |
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Ero intento a scattare quando un allievo mi mostra una stella marina, noto nei suoi occhi molta incredulità e tanta soddisfazione. Si tratta della stella pettine, non sarà colorata di rosso come ci si aspetterebbe da una stella marina, ma è pur sempre una stellamarina. Proseguendo ne incontriamo altre ed alcune le mostro agli allievi più scettici. Erano sicuri di non vedere nulla e invece si sono dovuti ricredere.
Astropecten irregularis platyacanthus
E’ una stella con caratteristiche molto variabili e può avere braccia larghe o strette. Il lato aborale presenta una colorazione molto variabile e può essere bruno più o meno scuro, verde oliva, rosa-bruno, grigio-bluastro. La si trova in tutti i tipi di fondali sabbiosi da 1 a 60 m circa di profondità. Raggiunge normalmente un diametro di 10-15 cm ma eccezionalmente può misurarne fino a 17. E’ l’Astropecten mediterranea più difficile da identificare sia per la variabilità della specie, sia per la somiglianza con alcune delle altre specie.
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Filippo Ioni
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Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Aprile 2010 08:30 |
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