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Inizio corsi di primavera
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Il prossimo 8 Febbraio inizierà c/o la piscina Seven di Savignano il corso di I grado ARA 2012.
L'appuntamento, per chi volesse affacciarsi a questo meraviglioso sport, è alle ore 19.30; un istruttore sarà a disposizione per rispondere ad ogni domanda e per raccogliere l'eventuale iscrizione (non dimenticate cuffia, ciabatte e costume).
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I corsi di primo livello della Sub Rimini Gian Neri durano circa dieci settimane con lezioni di teoria, lezioni in piscina e diverse uscite in mare. La nostra scuola, presente nel settore da 40 anni, non ha scopi di lucro e la finalità dei corsi non è quella di "sfornare" brevetti subacquei e pacchetti turistici, ma di preparare i nostri allievi in un'ottica di sicurezza ed autonomia.
I nostri unici compensi sono i risultati che otterrete, i nostri corsisti sono soci e non clienti.
Se volete un approccio completo alla subacquea, con una preparazione teorica e sportiva approfondita (per aumentare la consapevolezza ed il controllo su cosa andrete a fare), se avete voglia di sviluppare nuove amicizie e di partecipare a gite subacquee in compagnia, allora siamo a vostra disposizione.
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Scritto da Filippo Ioni
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Martedì 10 Gennaio 2012 10:00 |
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Finalmente il 2012 è arrivato e come primo giorno dell’anno ci ha regalato una giornata veramente speciale, mare calmissimo e acqua limpidissima.
Il gruppetto, temerario, dei Ragazzi della Gian Neri non è foltissimo, la sveglia di buon ora dopo i festeggiamenti dell'ultimo dell'anno non è facile da affrontare e anche se abbiamo posticipato la partenza di un ora molti ragazzi si sono fatti trattenere dalle calde e confortevoli coperte del letto. Sono le otto e per le strade non si incontra nessuno, al porto la galaverna riveste tutto di bianco, il termometro sul cruscotto della macchina segna un solo grado. Oramai ben affiatati, anche se impacciati dal freddo e dal sonno, prepariamo l'attrezzatura, le bombole, il gommone e in pochi minuti partiamo.
Appena fuori dal canale del porto ci fermiamo per goderci il panorama dell’alba di un nuovo anno stappando la bottiglia di rito; qualche foto goliardica, facendo finta di riscaldarci ad un termosifone che pensiamo di usare come corpo morto, poi dopo una mezzora abbondante di navigazione, in un mare completamente deserto, arriviamo sul punto d’immersione e fatto l'ormeggio ci tuffiamo. Il primo impatto è duro, l’acqua è gelida, ma dopo aver superato il brivido iniziale ci godiamo una splendida immersione con visibilità eccezionale. L’acqua era così trasparente da permetterci ricerche un po' più approfondite allargando il raggio dell’esplorazione; sul fondale sabbioso serpeggiavano le ofiure, qualche gobide e tanti pagurini che sciamano via al nostro arrivo; sugli scogli ci sono ancora tante bavosine e un'esplosione di colori per le tante anemoni che, favorite dal freddo, crescono e si moltiplicano più facilmente. Dedichiamo un po' di tempo per sistemare i percorsi, controllare gli ormeggi e dopo più di un ora di immersione risaliamo; Usciti dall’acqua ci accoglie un limpido sole che in un attimo ci riscalda.
Sulla via del ritorno tutti sono gioiosi, se questa immersione, fatta al primo dell'anno, deve essere di buon auspicio abbiamo avuto il massimo a cui potevamo aspirare, quindi cos'altro ci riserverà il nostro mare nel 2012?
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Ultimo aggiornamento Martedì 10 Gennaio 2012 14:56 |
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Scritto da Filippo Ioni
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Martedì 27 Dicembre 2011 10:00 |
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L’inverno è ufficialmente arrivato e si sta per chiudere un 2011 difficile per molti aspetti e anche per il nostro mare, ma per i Ragazzi della Gian Neri è stato comunque un anno di grosse soddisfazioni, abbiamo documentato la presenza di almeno una decina di specie animali mai incontrate prima sui fondali riminesi, in particolare cinque nudibranchi bellissimi: Il Doto coronata, il Favorinus branchialis, l’Ancula gibbosa , la Policera quadrilineata e da pochi giorni la Polycera hedgpethi.
Quindi, nell’attesa che il mare si calmi e ci si possa immergere, facciamo un po’ di bilanci.
I ragazzi della Gian Neri sono un gruppo di amanti della subacquea che si battono per la tutela ambientale e la valorizzazione del nostro mare; abbiamo organizzato mostre, convegni e da tre anni collaboriamo, con il quotidiano La Voce di Rimini, che in questa rubrica ci ospita, puntualmente ogni settimana, per divulgare la bellezza incompresa dei nostri fondali.
Il mare Adriatico è uno dei mari più pescosi, con una capacità di recupero formidabile; abbastanza chiuso, con fondale basso e con un grande fiume che apporta acqua dolce in grande quantità. Caratteristiche all’apparenza negative, ma che di fatto determinano una grande biodiversità e una spiccata variabilità stagionale.
Un immersione in Mar Rosso è sempre uguale, sia in inverno che in estate; da noi non è così: il fondale si trasforma e i suoi abitanti cambiano; infatti se osserviamo l'andamento delle temperature vediamo che passano da un minimo che scende in questo periodo dell'anno a 6° ad un massimo di 28° dei giorni ferragostani. D'inverno si ha l'occasione di incontrare una fauna tipica dell'area atlantica e dei mari del Nord, in estate, al contrario, si incontrano sempre più specie aliene tipiche dei mari tropicali del nord Africa. Quindi anche immergendosi nello stesso punto settimana dopo settimana si è spettatori di come la vita sottomarina evolve.
Quindi continuate a seguirci su questa rubrica perché siamo sicuri di poter essere ancora testimoni di nuovi, spettacolari incontri e con entusiasmo auguriamo a tutti i Riminesi un buon anno nuovo.
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Ultimo aggiornamento Martedì 27 Dicembre 2011 11:37 |
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Un piccolo Alieno ricompare ai Ragazzi della Gian Neri |
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Scritto da Filippo Ioni
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Martedì 13 Dicembre 2011 10:00 |
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L’inverno non morde e la temperatura dell'acqua ancora abbastanza mite, di conseguenza i Ragazzi della Gian Neri continuano entusiasti a programmare delle uscite in mare.
Domenica scorsa poi, le condizioni erano ulteriormente migliori, i venti da sud e un timido sole addolcivano ancor di più le temperature, peccato la forte corrente superficiale che ha reso l’immersione abbastanza impegnativa.
Per tutta l’immersione i ragazzi hanno scandagliamo il fondo alla ricerca di qualche novità, di solito l'inverno ci regala sempre qualche sorpresa.
Osserviamo che il pesce comincia a scarseggiare e individuiamo un nuovo gamberetto fantasma, ma io e i miei compagni non ci imbattiamo in nessuna nuova particolarità fino a quando ci rendiamo conto che è ora di risalire un po' delusi riemergiamo.
Sul gommone incontriamo gli altri gruppi e scopriamo che loro hanno avuto più fortuna: pensano di aver individuato un nudibranco strano, ma non avendo una macchina fotografica non hanno potuto documentato.
Cerco di interpretare le descrizioni, anche accurate, ma non ricordo nulla di simile e a questo punto chiedo un po' di pazienza ai ragazzi: vale la pena di tentare di ritrovarlo, in modo da poterlo fotografare per scoprire di cosa si tratta.
Decido di ri-immergermi, una vestizione veloce e in pochi minuti sono sul punto, le indicazioni avute erano precisissime, ma non vedo nulla, e proprio quando avevo deciso di rinunciare scorgo un piccolo nudibranco avvinghiato ad una pigna di mare. Scatto un po' di foto fino a quando il richiamo dal gommone mi ricorda che è ora di risalire.
Durante la navigazione di ritorno e poi in sede l’entusiasmo è al massimo, in diversi ci mettiamo ad osservare gli scatti, e concordiamo che dovrebbe essere, per la forma, una Polycera, ma la livrea è decisamente diversa da quelle abituali.
A casa iniziano e ricerche sui libri, pochi dubbi, la livrea è inconfondibile: è una polycera hedgpethi, ma la cosa strana è che si tratta di un tipico abitante dei fondali indo pacifici. Alcuni ricercatori la considerano fra le specie aliene del Mediterraneo.
I Polycera sono un genere di molluschi nudibranchi della famiglia degli Polyceridae. In Mediterraneo sono presenti sia la Polycera quadrilineata che la Polycera maculata. Si nutre di un briozoo, Bugula, in quest’anno molto presente nelle scogliere del riminese.
Le ricerche fatte, sul mondo internet, testimoniano che gli avvistamenti fatti della Polycera hedgpethi in Mediterraneo scarseggiano : le informazioni e la documentazione è veramente scarsa è con meraviglia scopro che sempre i Ragazzi della Gian Neri, nel 2005 stati testimoni di un avvistamento, presso la diga foranea di Ravenna.
Mi rileggo tutte le ricerche, le e-mail fatte a suo tempo e d’un tratto mi riaffiorano tutti i ricordi del clamore suscitato a suo tempo. Non vedo l’ora di avvisare i ricercatori del fortunoso ritrovamento e per approfondire se dal 2005 ad oggi sono emerse nuove curiosità sul piccolo alieno.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Dicembre 2011 11:42 |
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Tanti piccoli occhi ci osservano |
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Scritto da Filippo Ioni
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Lunedì 21 Novembre 2011 10:00 |
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Ogni ragazzo della Gian Neri alla domanda, quali pesci sono maggiormente presenti nelle nostre scogliere risponderà senza esitazione ”sono le bavose!” dette scientificamente blennidi. Simpaticissimi! Non sapremmo come meglio definire questi piccoli pesciolini.
Quanto il subacqueo si sofferma ad osservarli questi sembra si mettano in posa, per nulla intimoriti e spesso così curiosi da guardarti persino negli occhi quando sconfini nel loro mondo, magari per scattagli una foto.
Spesso ci capita di incontrare delle bavosine rintanate all'interno di conchiglie specialmente ostriche e solo il tentativo di toccarli li fa spostare; ma per un attimo, perché dopo poco vi rientrano in un guizzo.
I sub meno esperti, spesso si chiedono per quale motivo si ostinano a presidiare la loro tana; ed affermano ”così piccoli non è possibile siano così tanto sicuri di se”. La risposta risiede nel fatto che durante la stagione riproduttiva, la bavosa maschio nidifica utilizzano ogni sorta di anfratto e difendono un’area di circa 20 cm attorno all’entrata. Essi usano questo territorio per esprimere un complesso rituale di corteggiamento ed attrarre le femmine al proprio nido. Essi corteggiano la femmina indicandole la posizione del nido poi, ad accoppiamento avvenuto, le uova vengono attaccate alle pareti in un unico strato di apparente uguale densità. Esse vengono quindi custodite, pulite e arieggiate dal maschio, che svolge le cure parentali fino alla schiusa. Spesso mi soffermo a far notare ai ragazzi quei minuscoli puntini, così brillanti alla luce delle torce, ma mai mi era capitato di notare che la brillantezza delle uova fosse determinata dalla presenza degli argentei occhietti, già perfettamente formati, degli embrioni che stanno crescendo all’interno dentro a minuscole uova trasparenti. Sono sincero se non fosse per l’attrezzatura fotografica che mi permette un certo fattore di ingrandimento non l’avrei mai notato, ma adesso che lo so ogni qualvolta mi soffermo ad osservarle mi piace pensare alle centinaia di occhietti che mi osservano dall’interno dell’uovo.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Novembre 2011 11:17 |
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